Una Venezia magica

Venezia

Venerdì e sabato ho avuto la fortuna di passare due giorni nella magica Venezia.
La mia amica Irene (autrice del magnifico blog La strada dietro lo specchio) studia infermieristica e questo mese ha dovuto fare tirocinio all’ospedale di Venezia, così io e Silvia ne abbiamo approfittato per prenderci due giorni di vacanza.

Sono stati due giorni all’insegna del vagabondaggio, abbiamo camminato un sacco su e giu per i ponti, perdendoci nelle calli e scoprendo luoghi nuovi e nascosti.

Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D’accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c’è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: “Voi siete qui”. Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All’Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.

Tiziano Scarpa

Irene abita in un piccolo appartamento a cinque minuti a piedi da San Marco, così ne abbiamo approfittato per fare le brave turiste e scattare qualche foto di questa magnifica piazza inondata dal sole.

Campanile di San Marco

Il campanile di San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Il leone di piazza San Marco

Il leone di Piazza San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Piazza San Marco

Piazza San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Dopo aver sistemato le nostre cose nell’appartamento siamo uscite di nuovo per ricominciare a girovagare.

Irene, ovviamente, non poteva non portarci a visitare l’ospedale.
Appena ci siamo arrivate non ci potevamo cedere: tutto sembrava fuorchè un ospedale!

Ospedale SS Giovanni e Paolo

Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Quest’ospedale è nato da un vecchio monastero e ha mantenuto la struttura maestosa e la pianta tipica, costituita da chiostri e porticati interni.

Chiostro

Chiostro –  [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Chiostro

Chiostro – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Vicino all’ospedale abbiamo scovato una meraviglia nascosta di Venezia:

la libreria “Acqua Alta”

E’ una delle librerie più originali al mondo ed è una tappa d’obbligo per gli amanti dei libri.
In questa libreria si può trovare una vastissima scelta di libri nuovi ed usati, disposti in modo molto particolare: dentro a gondole o vasche da bagno, tutti elementi che possono galleggiare in caso di , appunto, acqua alta.

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

 Libreria Acqua Alta – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

In questa libreria i libri non sono solo in vendita, ma diventano anche dei complementi d’arredo!

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta https://www.facebook.com/pages/Libreria-Acqua-Alta-Di-Frizzo-Luigi/129934243724758?fref=ts

Nel pomeriggio, invece, io e Silvia ci siamo letteralmente perse per le calli di Venezia mentre cercavamo un supermercato e il palazzo Contarini del Bovolo, un palazzo del ‘300/’400 dimora dei Contarini “di San Paternian”, che dalla fine del Quattrocento, per via dell’aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati “dal Bovolo”.

Palazzo Contarini del Bovolo

Mentre gironzolavamo il cielo ha cominciato a tingersi di rosa, il che ha reso Venezia ancor più magica.

Gondole

Tramonto a Venezia

Tramonto a Venezia

Ciondolando ed inseguendo il tramonto siamo arrivate al Ponte dell’Accademia

Tramonto a Venezia

Tramonto a Venezia

Accademia

Accademia

Dopo cena siamo uscite di nuovo e abbiamo potuto ammirare Piazza San Marco di notte, abbellita dalle luci di Natale.

Luci in piazza San Marco

Luci in piazza San Marco

Ponte dei Sospiri

La mattina dopo abbiamo passeggiato un po’ per le vie tipicamente turistiche arrivando fino al Ponte di Rialto.

 Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. […] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l’unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l’acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell’Adriatico.

Iosif Aleksandrovič Brodskij

Ho sempre amato Venezia, e dopo questa fuga di due giorni ho scoperto ancora di più la sua magia.

Appena ne avete l’occasione fate una fuga a Venezia, anche solo per una giornata, perchè
come per tutti i viaggi tornerete più ricchi di quando siete partiti!

Buon viaggio!

Eli

Padova è…

Padova è la mia città.

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[Photo from Web]

Una città ricca di storie e di curiosità, ma ultimamente un po’ trascurata e sottovalutata.

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[Photo from Web]

Negli anni passati Padova è stata molto spesso elogiata da diversi scrittori e poeti:
Galileo definì gli anni padovani come i migliori della sua vita, Stendhal nominò il Caffè Pedrocchi “Le meilleur d’Italie“, Proust s’innamorò della Cappella degli Scrovegni, Oscar Wild vi ambientò “La duchessa di Padova
e Shakespeare “La bisbetica domata“.
Inoltre molti artisti lasciarono il segno in questa città: dalle opere di Giotto e Donatello ai graffiti di Kenny Random.

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[Photo from Web]

Padova è una città che si vive appieno in sella ad una bicicletta o consumando le suole delle scarpe a piedi, passeggiando sotto i portici o sfrecciando nelle stradine asimmetriche, strette ed imprevedibili del centro,
sorridendo al pensiero che è proprio vero che “Padova ze sta disegnà da un imbriago orbo, in una note sensa luna!

Per vivere Padova è necessario respirare appieno il profumo del mercato in piazza, assaporare uno spritz DOC e perdersi nei vicoli del ghetto, distendersi al sole sul prato del Prato e buttarsi nella movida del Mercoledì Universitario;

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[Photo from Web]

Tutto questo senza dimenticare una colonna sonora d’eccezione: “Ma quando torno a Padova” di Licia Oliosi.

Siete pronti a scoprire Padova insieme a me?

Vi aspetto!

Eli