Madeleine

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Madeleine
[Photo by eisforeli – All rights reserved]

Le madeleine sono dei dolcetti molto morbidi che vantano la descrizione del grande scrittore Marcel Proust:

Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una “cappasanta”. E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato che s’ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua casa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa…

Oltre ad essere un dolce ricordo di Proust, le madeleine sono anche tra i dolci preferiti della mia amica Silvia!
Mi ha sempre chiesto di provare a farli, dal momento che in Italia non riusciva a trovarne che la soddisfacessero come quelli che avevamo assaggiato in Provenza.

Il passaggio più difficile di tutta la ricetta è stato trovare lo stampo apposito per dare alle madeleine la famosa forma a conchiglia.
Finalmente qualche settimana fa ho trovato lo stampo in silicone da Lidl
e cosi ne ho approfittato per sperimentare la ricetta.

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Stampo Madeleine
[Photo by eisforeli – All rights reserved]

INGREDIENTI:

– 120 g di farina
– 100 g di zucchero
– 110 g di burro
– 3 uova
– 1/2 cucchiaiono di lievito
– 1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

1. Preriscaldare il forno statico a 240°

2. Far fondere il burro in un pentolino e lasciarlo raffreddare.

3. Unire le uova intere e lo zucchero in una ciotola e mescolarle fino a che il composto risulterà chiaro e spumoso.

4. Setacciare la farina e il lievito per dolci nel composto di uova e zucchero e inglobare delicatamente mescolando dal basso verso l’alto.

5. Versare anche il burro fuso e il pizzico di sale,
quindi mescolare il tutto.

6. Lasciar riposare il composto per un’ora.

7. Trascorso il periodo di riposo versare l’impasto nello stampo, riempiendolo per 3/4.

8. Infornare per circa 10 minuti.
Prima di sfornare controllare che abbiano raggiunto il giusto colorito dorato.

9. Sfornare, fare raffreddare e…

10. Gustare accompagnati da una tazza di tè!

 Madeleine - [Photo by esfoliante – All rights reserved]

Madeleine
[Photo by eisforeli – All rights reserved]

Buona merenda!

Eli

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Padova è…

Padova è la mia città.

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Una città ricca di storie e di curiosità, ma ultimamente un po’ trascurata e sottovalutata.

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[Photo from Web]

Negli anni passati Padova è stata molto spesso elogiata da diversi scrittori e poeti:
Galileo definì gli anni padovani come i migliori della sua vita, Stendhal nominò il Caffè Pedrocchi “Le meilleur d’Italie“, Proust s’innamorò della Cappella degli Scrovegni, Oscar Wild vi ambientò “La duchessa di Padova
e Shakespeare “La bisbetica domata“.
Inoltre molti artisti lasciarono il segno in questa città: dalle opere di Giotto e Donatello ai graffiti di Kenny Random.

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[Photo from Web]

Padova è una città che si vive appieno in sella ad una bicicletta o consumando le suole delle scarpe a piedi, passeggiando sotto i portici o sfrecciando nelle stradine asimmetriche, strette ed imprevedibili del centro,
sorridendo al pensiero che è proprio vero che “Padova ze sta disegnà da un imbriago orbo, in una note sensa luna!

Per vivere Padova è necessario respirare appieno il profumo del mercato in piazza, assaporare uno spritz DOC e perdersi nei vicoli del ghetto, distendersi al sole sul prato del Prato e buttarsi nella movida del Mercoledì Universitario;

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[Photo from Web]

Tutto questo senza dimenticare una colonna sonora d’eccezione: “Ma quando torno a Padova” di Licia Oliosi.

Siete pronti a scoprire Padova insieme a me?

Vi aspetto!

Eli