#IOLEGGOPERCHE’ – Giornata Mondiale del Libro

#ioleggoperchè

Oggi è la giornata mondiale del libro e del diritto dʼautore e ho voluto partecipare allʼiniziativa Io leggo perché.

Ognuno hai i suoi motivi, così come i non lettori hanno i loro per non leggere. Quali? Perché non hanno tempo, che sappiamo essere solo una scusa, perché preferiscono guastarsi il cervello coi videogiochi e lo smartphone, che sappiamo essere vero. O perché non ce lʼhanno nel sangue, nel DNA, non fa parte della loro cultura.

Io leggo perché…

… posso vivere più vite

Ogni volta che leggo un libro, io vivo la vita del protagonista. Non sono più me, ma sono un altro personaggio. Succede anche quando guardiamo un film: non vi capita di immedesimarvi nel protagonista che sta per essere fatto a pezzi da qualcuno? Non parteggiate per lʼeroe della storia, anche se ha appena commesso la rapina del secolo?

… voglio imparare di più

Un libro letto è un mucchio di informazioni in più che registriamo nella nostra memoria. Non ne restano tutte le parole, ma ne restano i concetti principali. Resta la storia, resta lʼinformazione, restano le nozioni. Leggendo, imparo sempre qualcosa.

… voglio conoscere altri mondi

Lʼebbrezza di iniziare un nuovo libro e una nuova storia: chi non lʼha mai provata? Solo le capre che non leggono. Per me leggere significa anche questo: poter entrare in altre e impensate realtà. E questo succede sempre, anche se non leggo un fantasy o un romanzo di fantascienza.

… leggere fa bene alla salute mentale e anche fisica

Quando leggo, sto bene. Sul serio. La lettura è per me rilassante, anche se leggo qualcosa di impegnato e impegnativo. Leggere mi stacca dalla mia realtà, mi introduce in un universo parallelo abitato da altre vite.

Se la mente sta bene, allora sta bene anche il corpo. Il piacere mentale porta anche al piacere fisico. E viceversa.

…per scatenare la mia fantasia, per imparare, e per conoscere il pensiero altrui.

…non riesco nemmeno a a immaginare come sarebbe la vita senza leggere.

…in un libro c’e’ tutto. La passione l’avventura la felicita’ e la tristezza… La vita

leggereE voi perchè leggete?

Raccontatemelo!

Eli

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Giornata della Donna

8 Marzo. La Festa della Donna.

In realtà non è corretto definirla festa, è più una giornata, una Giornata condivisa internazionalmente da dedicare alla memoria di tutte le conquiste in ambito politico,economico, sociale delle donne, ma anche le sofferenze, discriminazioni e violenze a cui sono state, e purtroppo sono ancora sottoposte le donne.
Ultimamente la giornata dell’8 Marzo ha acquisito un significato molto commerciale, in cui tutto gira intorno al regalare mimose, uscire a cena con le amiche e festeggiare.

Tutto questo consumismo ha fatto perdere di vista il vero significato di questa giornata: è una giornata che ci aiuta a ricordare tutti i diritti che hanno conquistato le donne nel tempo, ma che ora noi diamo un po’ troppo per scontato: il diritto di voto, uguaglianza sul lavoro, parità dei sessi…

Suffraggette

Da quando sono piccola ho sempre sentito raccontare che in questa giornata si ricorda la morte di più di un centinaio di donne, avvenuta in un incendio di una fabbrica di New York mentre protestavano per le precarie condizioni di lavoro.
In effetti l’incendio della fabbrica in cui perirono le operaie ci fu davvero, ma accadde il 12 marzo, e soprattutto molto tempo dopo che si celebrava già la Giornata della donna.

Fabbrica di New York

Questa giornata celebrativa nacque negli Stati uniti, come “Woman’s Day”, il 3 maggio 1908, quando a una delle conferenze del partito socialista di Chicago, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, che era una ferma sostenitrice dei diritti delle donne e per la loro “liberazione”
Durante il suo intervento Corinne Brown affrontò il discorso dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, che tra l’altro ricevevano un salario bassissimo e avevano un orario di lavoro quasi intollerabile.

Corinne Brown

Dopo quella conferenza, che però non ebbe un effetto immediato, il Partito socialista americano decise «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile».
La prima giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti.

La vera svolta della Giornata della donna si ebbe però nel 1910.

In un lungo sciopero di 20.000 operaie di New York durato tre mesi, dal novembre 1908 al febbraio 1909, fu considerato dal Partito socialista come una manifestazione che difendeva in pieno i diritti delle donne.
E proprio per questo motivo alla Conferenza internazionale delle donne socialiste, che nel 1910 si svolse a Copenaghen, si decise di istituire in tutto il mondo una giornata che fosse dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli Stati Uniti la Giornata della donna continuò a tenersi alla fine di febbraio, mentre in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Danimarca, la prima Giornata della donna fu tenuta il 19 marzo del 1911.

La celebrazione della Giornata della donna fu interrotta durante la Prima Guerra Mondiale, ma quando l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, le donne si unirono in una grande manifestazione nella capitale per rivendicare la fine della guerra, che non suscitò nessuna reazione da parte dei Cosacchi ed incoraggiò il popolo alle successive manifestazioni che portarono alla rivoluzione che provocò il crollo dello Zar.

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L’8 marzo 1917 quindi è rimasto come il giorno in cui, grazie alle donne russe, ebbe inizio la Rivoluzione Russa.

In Italia per la prima volta la Giornata della donna fu celebrata il 22 marzo 1922.

Quello che era nato come un giorno che serviva a celebrare i diritti delle donne, a innalzare il loro ruolo nella storia e nella politica dell’epoca, quello che era un giorno per celebrare il coraggio e la determinazione delle donne, è ora un giorno che è stato completamente stravolto.
In questa data oggi le donne escono si divertono, festeggiano l’essere donna,  senza chiedersi perché si celebrano le donne e cosa hanno fatto per meritarlo.

Fosse per le donne di oggi, probabilmente non esisterebbe nessun 8 marzo.

Parlo da donna, libera e orgogliosa di esserlo, orgogliosa soprattutto di quello che le mie predecessore hanno fatto per far si che io oggi possa vantare la mia libertà.

Per quanto mi riguarda è 8 marzo tutti i giorni, poiché tutti i giorni festeggio il mio essere donna e non ho bisogno di una data sul calendario che mi ricordi di farlo.

Donna Mimosa

Eli