…addobbata per Natale

Padova nel periodo di Natale si veste a festa,
una signora agghindata con i suoi migliori gioielli.

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Prato della Valle10877428_10205615448815640_1971009578_n

Prato della Valle

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                                                                                      Prato della Valle

Si respira il profumo delle mandorle caramellate e del torrone…

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                       Dolciumi

…e ci si incanta davanti alla grandezza dell’albero di fronte al comune…

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            Palazzo Moroni

Con queste foto della mia città agghindata per le feste voglio augurare a tutti voi un felice Natale!

Eli

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Una Venezia magica

Venezia

Venerdì e sabato ho avuto la fortuna di passare due giorni nella magica Venezia.
La mia amica Irene (autrice del magnifico blog La strada dietro lo specchio) studia infermieristica e questo mese ha dovuto fare tirocinio all’ospedale di Venezia, così io e Silvia ne abbiamo approfittato per prenderci due giorni di vacanza.

Sono stati due giorni all’insegna del vagabondaggio, abbiamo camminato un sacco su e giu per i ponti, perdendoci nelle calli e scoprendo luoghi nuovi e nascosti.

Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D’accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c’è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: “Voi siete qui”. Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All’Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.

Tiziano Scarpa

Irene abita in un piccolo appartamento a cinque minuti a piedi da San Marco, così ne abbiamo approfittato per fare le brave turiste e scattare qualche foto di questa magnifica piazza inondata dal sole.

Campanile di San Marco

Il campanile di San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Il leone di piazza San Marco

Il leone di Piazza San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Piazza San Marco

Piazza San Marco [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Dopo aver sistemato le nostre cose nell’appartamento siamo uscite di nuovo per ricominciare a girovagare.

Irene, ovviamente, non poteva non portarci a visitare l’ospedale.
Appena ci siamo arrivate non ci potevamo cedere: tutto sembrava fuorchè un ospedale!

Ospedale SS Giovanni e Paolo

Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Quest’ospedale è nato da un vecchio monastero e ha mantenuto la struttura maestosa e la pianta tipica, costituita da chiostri e porticati interni.

Chiostro

Chiostro –  [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Chiostro

Chiostro – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

Vicino all’ospedale abbiamo scovato una meraviglia nascosta di Venezia:

la libreria “Acqua Alta”

E’ una delle librerie più originali al mondo ed è una tappa d’obbligo per gli amanti dei libri.
In questa libreria si può trovare una vastissima scelta di libri nuovi ed usati, disposti in modo molto particolare: dentro a gondole o vasche da bagno, tutti elementi che possono galleggiare in caso di , appunto, acqua alta.

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

 Libreria Acqua Alta – [Photo by eisforeli – All rights reserved]

In questa libreria i libri non sono solo in vendita, ma diventano anche dei complementi d’arredo!

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta https://www.facebook.com/pages/Libreria-Acqua-Alta-Di-Frizzo-Luigi/129934243724758?fref=ts

Nel pomeriggio, invece, io e Silvia ci siamo letteralmente perse per le calli di Venezia mentre cercavamo un supermercato e il palazzo Contarini del Bovolo, un palazzo del ‘300/’400 dimora dei Contarini “di San Paternian”, che dalla fine del Quattrocento, per via dell’aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati “dal Bovolo”.

Palazzo Contarini del Bovolo

Mentre gironzolavamo il cielo ha cominciato a tingersi di rosa, il che ha reso Venezia ancor più magica.

Gondole

Tramonto a Venezia

Tramonto a Venezia

Ciondolando ed inseguendo il tramonto siamo arrivate al Ponte dell’Accademia

Tramonto a Venezia

Tramonto a Venezia

Accademia

Accademia

Dopo cena siamo uscite di nuovo e abbiamo potuto ammirare Piazza San Marco di notte, abbellita dalle luci di Natale.

Luci in piazza San Marco

Luci in piazza San Marco

Ponte dei Sospiri

La mattina dopo abbiamo passeggiato un po’ per le vie tipicamente turistiche arrivando fino al Ponte di Rialto.

 Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. […] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l’unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l’acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell’Adriatico.

Iosif Aleksandrovič Brodskij

Ho sempre amato Venezia, e dopo questa fuga di due giorni ho scoperto ancora di più la sua magia.

Appena ne avete l’occasione fate una fuga a Venezia, anche solo per una giornata, perchè
come per tutti i viaggi tornerete più ricchi di quando siete partiti!

Buon viaggio!

Eli

…Red Velvet Bakery

Mercoledì scorso finalmente sono riuscita a trovare un momento per andare a provare una nuova pasticceria di Padova:
la Red Velvet.

Red Velvet Bakery Red Velvet Logo [Photo from Red Velvet Page on Facebook]

Il locale si trova in via Belzoni, vicino al Portello e quindi molto comodo per una colazione sostanziosa prima di cominciare una giornata o per pausa tra una lezione universitaria e l’altra.
Mercoledì mattina era una giornata uggiosa, l’umidità entrava fin dentro alle ossa e la nostra voglia di studiare era sotto la suola delle scarpe, così, io e la mia amica Silvia, abbiamo deciso di addolcire un po’ la nostra giornata trovandoci a fare colazione in questo nuovo locale;
il tam tam di notizie su Facebook ed Instagram ha stuzzicato la nostra curiosità e soprattutto la nostra golosità, così abbiamo deciso che era ora di scoprire il motivo di tanto scalpore.

Alle 9.00 di mattina, avvolte nelle nostre sciarpe abbiamo varcato la soglia di quello che avremmo poi scoperto essere il nostro nuovo paradiso:
siamo state accolte dai grandi sorrisi delle proprietarie, molto disponibili e cordiali e la nostra attenzione è stata immediatamente rapita dalla vetrina in cui erano esposti i cupcake!

Vetrina Red Velvet
Vetrina [Photo By Micibo]

Ce n’erano di tutti i tipi e di tutte le dimensioni: alla nocciola, al torroncino, alla vaniglia ed ovviamente i Red Velvet, mini, normali o maxi.
Io ho assaggiato un Red Velvet mentre Silvia ha provato quello alla nocciola e quello Red Velvet in versione mini.
Personalmente non avevo mai assaggiato la Red Velvet Cake, ma vi posso dire che dal primo morso è diventata una di miei dolci preferiti!
Solo a guardarli facevano venire l’acquolina in bocca, erano perfetti, preparati a regola d’arte, con il loro piccolo ciuffo di frosting e i loro pirottini.

Red Velvet Family
Red Velvet Family [Photo from Red Velvet Page on Facebook]

La degustazione di queste meraviglie può essere accompagnata da caffè caldo, tè e tisane che puoi servirti da solo e quante volte vuoi: chiedi un bicchiere e ti versi uno, due, tre caffè o tisane, e se sei di fretta puoi preparare il tuo bicchiere, zuccherarlo ed aromatizzarlo con le spezie a tuo piacimento, per poi metterci il coperchio, e berlo per strada o in ufficio. Molto “American Style”.

Il locale è proprio carino, piccolino ma strutturato in modo semplice e funzionale, arredato in stile americaneggiante con due tavoli a ribalta sulle vetrine, sgabelli alti e la vista sui portici della via.

Il laboratorio è a vista, tutto viene fatto alla luce del sole e mentre stai degustando il tuo Cupcake puoi osservare come vengono preparati dalle abili mani di Elisa e Davide
(per scoprire come è nata questa dolcissima idea leggete la loro intervista su Micibo).

I prezzi sono davvero accessibili, diciamo “a portata di studente”: i cupcake vanno da 1,00 € per la versione mini, a 2,00 € quelli medi e 2,50 € quelli maxi(che sono belli grandi!) mentre il caffè e altre bevande costano circa 2 €, invece la bottiglietta d’acqua solo 50 centesimi!

Dopo averla provata, o meglio “assaggiata”, posso dire che definirla una semplice pasticceria è riduttivo!

E’ un luogo ricco di dolcezza, dove ritrovare una carica di energia, dove si mangia anche solo con gli occhi, da dove, una volta entrato, non vorresti uscire prima di aver provato ogni singolo cupcake che trovi! ❤

Io ci tornerò di sicuro!
e voi?

Eli

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Follow them on:

– Facebook: https://www.facebook.com/redvelvetpadova

– Instagram: red_velvet_padova

– Tripadvisor: http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187867-d7160166-Reviews-Red_Velvet-Padua_Province_of_Padua_Veneto.html

…la città de “I tre senza”

Padova è famosa per moltissimi aspetti e ricca di curiosità.
Una di queste è il fatto di essere la città dei “tre senza”, cioè tre monumenti caratteristici che mancano di qualcosa.
Ma cosa sono questi “senza”?

– Il caffè senza porte:

Il caffè in questione è il “Pedrocchi”, storico caffè nel centro di Padova dal 1831, nato per mano del famoso architetto Giuseppe Jappelli. Fino al 1916 il caffè era aperto ventiquattr’ore su ventiquattro per poter trovare un ristoro a qualsiasi ora.

Il caffè Pedrocchi

[Photo from Web]

– Il prato senza erba:

Senza erba è il famoso Prato della Valle, la piazza più grande d’Europa dopo la Piazza Rossa di Mosca.
In realtà l’erba è presente all’interno, nella cosiddetta Isola Memmia, ma questa piazza è stata per anni zona paludosa fino a che, dopo un intervento di bonifica, è stata restituita alla città che ne ha fatto sede di mercati, corse di cavalli e feste.

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[Photo from Web]

– Il Santo senza nome:

Tutti sanno che è Sant’Antonio il Santo di Padova, ma forse non tutti sanno che per i padovani questo è semplicemente “il Santo”  e quindi, quando se ne parla, viene nominato senza nome!
La Basilica a lui dedicata, infatti, è chiamata solo “Basilica del Santo”.

Santo

[Photo from Web]

Conoscevate già questi “tre senza” di Padova?

A presto con tante nuove curiosità su questa meravigliosa città!

Eli

Padova è…

Padova è la mia città.

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[Photo from Web]

Una città ricca di storie e di curiosità, ma ultimamente un po’ trascurata e sottovalutata.

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[Photo from Web]

Negli anni passati Padova è stata molto spesso elogiata da diversi scrittori e poeti:
Galileo definì gli anni padovani come i migliori della sua vita, Stendhal nominò il Caffè Pedrocchi “Le meilleur d’Italie“, Proust s’innamorò della Cappella degli Scrovegni, Oscar Wild vi ambientò “La duchessa di Padova
e Shakespeare “La bisbetica domata“.
Inoltre molti artisti lasciarono il segno in questa città: dalle opere di Giotto e Donatello ai graffiti di Kenny Random.

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[Photo from Web]

Padova è una città che si vive appieno in sella ad una bicicletta o consumando le suole delle scarpe a piedi, passeggiando sotto i portici o sfrecciando nelle stradine asimmetriche, strette ed imprevedibili del centro,
sorridendo al pensiero che è proprio vero che “Padova ze sta disegnà da un imbriago orbo, in una note sensa luna!

Per vivere Padova è necessario respirare appieno il profumo del mercato in piazza, assaporare uno spritz DOC e perdersi nei vicoli del ghetto, distendersi al sole sul prato del Prato e buttarsi nella movida del Mercoledì Universitario;

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[Photo from Web]

Tutto questo senza dimenticare una colonna sonora d’eccezione: “Ma quando torno a Padova” di Licia Oliosi.

Siete pronti a scoprire Padova insieme a me?

Vi aspetto!

Eli