Won’t back down – Una scuola per Malia

Won_t_Back_Down_posterDurante le lezioni all’Università capita spesso che ci mostrino spezzoni di film per aiutarci a riflettere, a vedere diverse realtà e prendere spunti: tra questi quello che mi ha colpito di più è stato Won’t back down – Una scuola per Malia.

La pellicola è tratta da una storia vera, accaduta nel 2010 a Los Angeles, dove un gruppo di genitori denunciò e lottò contro la corruzione della scuola pubblica. Deciso di fare una petizione e riuscirono così, ad ottenere il controllo sulle decisioni interne all’ambito scolastico. La drammatica storia di due madri, due donne rappresentanti due contesti sociali ben distinti, ma che decidono comunque di allearsi per un fine comune: il bene e la salvaguardia dei bambini.

Jamie (Maggie Gyllenhaal) vive un’esistenza frettolosa, cerca di dare l’istruzione migliore alla figlia Malia che soffre di dislessia, ma ogni scuola o è troppo costosa o rimangono in lista d’attesa, malia quindi si ritrova in una scuola in cui gli insegnanti non si interessano minimamente ai bambini, come loro stessi ammettono “sono li solo per i soldi”.
Nona (Viola Davis), invece, è un’insegnante della stessa scuola ma che, al contrario del resto del corpo docenti, non si da per vinta e vorrebbe cambiare le cose, anche se non ne ha il coraggio.
Le due donne, madri, decidono di unire le loro forze per poter cambiare le cose, per poter creare una scuola adatta a tutti, in cui gli insegnanti siano li per insegnare e per i bambini.

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Consiglio questo film a tutti quanti: genitori, insegnanti ma anche alunni e studenti!
Chiunque dovrebbe vedere questo film e rendersi conto che la scuola e l’istruzione ci accomuna tutti,
sta alla base di ogni nostra esperienza e conoscenza!
E quindi nessuno ne deve essere privato o la deve odiare!

Buona visione!

Eli

Una scuola senza…

Lunedì ho partecipato ad un incontro con Chiara, una maestra elementare da 27 anni!
E’ stata una bellissima mattinata, durante la quale ci ha raccontato il suo “modo di fare scuola”, come ha modificato il suo modo di insegnare per adattarlo ai tempi e soprattutto ai bisogni dei bambini.
Esistono insegnanti che sono ferme agli anni ’90, che non si smuovono dai loro insegnamenti e che pretendono che sia la scuola e gli studenti che si adattino a lei; Chiara invece è riuscita a creare un suo modo di fare scuola, una scuola in cui i “senza” non siano negativi, non è qualcosa che manca ed è quindi un problema, ma è qualcosa che manca o che si toglie per scelta.

educazione=futuro

La scuola di Chiara è una scuola…

…senza banchi: nell’aula di Chiara non ci sono i piccoli banchetti singoli che siamo abituati a vedere, ma 5 grandi tavoli dove i bambini si possono sedere 4/5 alla volta; questa decisione aiuta la collaborazione tra tutti i bambini e favorisce un maggior controllo da parte dell’insegnante.

…senza libri: No! Non è una pazzia, ma semplicemente un’adozione alternativa! Ma cos’è? Ogni anno lo stato stanzia dei fondi destinati alle scuole per comprare i libri ai ragazzi, ma da qualche tempo c’è la possibilità della cosiddetta adozione alternativa, cioè si utilizzano i soldi stanziati per comprare del materiale con cui i bambini possono costruire la loro conoscenza, per fare esperienze concrete ed imparare.

…senza quaderni: I classici quaderni con le copertine colorate sono sostituiti da altri materiali come un raccoglitore di tutti i lavori creati durante le ore cioè degli oggetti concreti utilizzati e creati dai bambini che li aiutino a ricordare quello che hanno fatto, una sintesi di ciò che hanno fatto e di quello che hanno imparato. Tutto ciò che scrivono e fanno è opera loro, niente dettato dalla maestra.

…senza prevalenze: non esiste la maestra unica, esistono due maestre che collaborano, che lavorano insieme, che programmano le loro lezioni in modo da creare dei collegamenti tra le varie materie, in modo che la storia non sia solo storia ne che la matematica sia fine a se stessa, ma che si possano integrare le due materie, seppur cosi apparentemente diverse.

…senza muri: per imparare è necessario fare esperienza, non si può parlare delle cose senza vederle e provarle praticamente. Chiara fa spessissimo delle gite fuori dalla scuola, uscendo a vedere ciò che spiega in classe, incontrando persone esperte o lasciando che siano i bambini stessi che utilizzano i loro strumenti per imparare.

…senza prefabbricati: non è possibile imparare attraverso delle schede pre-strutturate che devono essere uguali per tutti. I bambini non sono tutti uguali, ne imparano tutti allo stesso modo: come si può imparare il concetto di sopra e sotto su una scheda? Eliminare le schede aiuta ad abbattere le differenze, creando così una scuola inclusiva.

…senza barriere: nella sua classe Chiara cerca di creare una scuola aperta, in cui i genitori partecipano attivamente alla vita della classe, cerca di creare un dialogo tra la scuola e le famiglie in modo da favorire una crescita armonica dei bambini.

…senza voti: con le nuove riforme della scuola degli ultimi anni c’è l’obbligo di una valutazione trasparente, i voti devono essere esplicitamente comunicati alle famiglie ma questo porterebbe ad una malsana corsa al voto che non tiene minimamente conto di cosa si impara. Per questo motivo Chiara ha consegnato ai genitori una tabella esplicativa in cui viene spiegato cosa è stato valutato e come, chiedendo però di non mostrarla ai bambini; in questo modo i bambini non vedono dei voti, che a volte potrebbero demoralizzarli ma delle valutazioni.

Devo ammettere che questo incontro ha cambiato molto il mio modo di vedere la scuola, da quello che mi ricordavo dalle mie esperienze e da quello che mi hanno insegnato all’Università ho capito che quello che agli occhi di altri può sembrare all’avanguardia, in realtà è solamente il metodo che tutti dovrebbero utilizzare, così che la scuola possa diventare un luogo dove i bambini vanno volentieri, dove siano felici di andare e di studiare, dove possono creare il loro sapere ed essere indipendenti.

Eli

Ecco le cose che piacciono a me

Ho preso spunto dal tag #10cosechemipiacciono che impazzava su Instagram fino a poco tempo fa per scrivere questo post e parlare un po’ di me, per farmi conoscere nella semplicità delle piccole cose. I miei punti sono qualcuno in più di 10, ma scrivendo non riuscivo a smettere di trovare cose belle.

Se vi va rispondetemi raccontandomi quali sono le cose che vi piacciono!!

1. Mi piace il mare di mattina presto, quando il cielo si tinge di rosa e arancio, sembra di vivere in un dipinto e che ogni cosa diventi possibile.

Sunrise

Sunrise @Alba Adriatica – Agosto 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

2. Mi piace fotografare per rendere immortali attimi che non si ripeteranno mai più.

photography

Me – Dicembre 2013 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

3. Mi piacciono gli abbracci delle persone che amo, anche se faccio fatica a darli e non so nemmeno io perchè.

Ire & me

Ire & me – Aprile 2013 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

4. Mi piacciono le giornate in pigiama e pantofole, quando fuori piove e “coperta, The caldo e film” sono i miei piú cari amici.

Bridget  Jones

Bridget Jones – Photo from Web

5. Mi piace preparare dolci! La pasticceria è la passione che mi accompagna da anni, così è diventato il mio modo di dire grazie, ti voglio bene, sei importante!

Love Bakery

Love Bakery – Ottobre 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

6. Mi piace viaggiare, vedere luoghi, conoscere culture!Partirei sempre..il problema è che odio fare le valigie e ancor più disfarle e mi riduco sempre all’ultimo accumulando per giorni tutto sul letto.

valigie

Photo from Web

7.Mi piace tornare a casa ed essere accolta da un movimento di coda e da una zampata affettuosa, da un ossessiva ricerca di attenzioni e da un ammasso di pelo con il naso umido!

Sissi

Sissi – Settembre 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

8. Amo i fiori, rendono la vita più felice e colorata. I miei preferiti sono i tulipani.

Flowers

Flowers – Marzo 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

9. Mi piace mangiare, credo che una bella cena e un buon bicchiere di vino possano rallegrare qualsiasi giornata.

primoCena romantica – Febbraio 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

10. Mi piace avere dei grandi amici. Non tanti amici, ma grandi. Su cui poter contare e con i quali potersi sentire “a casa”.

friendship

Friendship – Dicembre 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

11. Mi piacciono i film e i telefilm (soprattutto americani) sono drogata.

Serie TV

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12. Mi piace svegliarmi accanto al mio ragazzo, dopo aver lottato tutta la notte per le coperte e fare pace con un bacio.

Kiss

Bacio – Marzo 2014 [Photo by eisforeli – All rights reserved]

13. Mi piace ricevere regali e le sorprese: la sensazione di euforia che provo scartando un regalo è pazzesca, talvolta è anche meglio che il contenuto stesso.

Sorpresa

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14. Mi piace ascoltare i discorsi dei bambini, anche le cose più semplici dette da loro sembrano sbalorditive.

Segreti

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15. Mi piace il Natale,quando la città si riempie di luci e profumi ed è arrivato il momento di impacchettare i regali e nasconderli sotto l’albero.

regali di natale

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A voi cosa piace?

Eli