Cenerentola | Un film da favola

Esistono alcuni film che aspetti per mesi: vedi il trailer, leggi le prime informazioni e recensioni (nel caso di film americani) e già non vedi l’ora di essere seduta nelle poltroncine del cinema con un sacchetto di popcorn a goderti lo spettacolo. A questo si aggiunge anche un po’ di paura: e se poi delude le mie aspettative? Se hanno stravolto la storia originale?

Per me l’attesa di Cenerentola è stata così: un misto di attesa e paura, e la gioia di trovarmi finalmente seduta davanti allo schermo. Appena ho visto il classico castello della sigla Disney che annunciava l’inizio del film il mio viso si è trasformato in un unico grande sorriso e ho cominciato a gongolare come una bambina per tutta la durata del film.

 

cinderella

La cosa che più ho apprezzato è stato il continuo affiancarsi e distaccarsi al cartone animato: in un momento troviamo pezzi che potrebbero passare per veri e propri camei, piuttosto che per scene del film, mentre altri momenti che si rivelano essere veri e propri approfondimenti; la figura della madre, la storia più profonda con il principe (un meraviglioso Richard Madden), il rapporto con il padre, la figura di Lady Tremaine (una straordinaria Cate Blanchett). Sono tutti piccoli o grandi particolari che ti fanno apprezzare ancora di più la storia, che nonostante qualche piccola aggiunta rimane sempre fedele alla trama originale, approfondendo inoltre il carattere di Cenerentola (la bellissima Lily James), facendo amare ancora di più la bionda principessa.

Cenerentola

La storia non è solo quella di una ragazza che ha perso la sua famiglia e si trova a fare da cameriera a quella acquisita, ma soprattutto quella di una ragazza dai tanti sogni, dalle mille speranze, che vede sgretolarsi ogni giorno di più. Ma chi l’avrebbe detto che “grazie” alla cattiveria e agli atteggiamenti brutali della matrigna e le sorellastre avrebbe avuto l’occasione di incontrare il suo destino proprio durante un tentativo di fuga?

Kenneth Branagh è riuscito perfettamente a dirigere dei personaggi tanto diversi, forse anche grazie alle fantastiche interpretazioni degli attori, che si sono dimostrati più che degni dei loro ruoli.
Cate Blanchett è riuscita ad unire quel po’ di cattiveria all’umanità di una donna ferita, facendoti riflettere sulle motivazioni dei suoi comportamenti nei confronti delle figlie e di Cenerentola, che probabilmente vede più come una rivale per se che per le sue figlie.

Lily James e Richard Madden hanno una chimica incredibile che li unisce: ogni singola scena tra i due è come se fosse cosparsa di magia, e non solo quella donata dalla Fata Madrina (Helena Bonham Carter).

Cenerentola e il principe

Non è solo la storia d’amore a rendere speciale questo film, ma anche gli approfondimenti che hanno ricevuto i vari personaggi: questi particolari fanno capire che si tratta di una storia che può essere apprezzata sia con gli occhi di un bambino, che con la mente di un adulto assaporando la storia e le emozioni a 360°.

A tutti gli amanti delle favole, agli animi romantici, agli amanti delle storie d’amore, delle emozioni più forti e dei film commoventi, consiglio vivamente di andare a rivivere una delle storie Disney più belle, preparandosi ad un susseguirsi di scene ricche di sentimenti e scenografie spettacolari, pensate fino all’ultimo dettaglio.

Scarpetta di Cenerentola

Eli

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Giornata della Donna

8 Marzo. La Festa della Donna.

In realtà non è corretto definirla festa, è più una giornata, una Giornata condivisa internazionalmente da dedicare alla memoria di tutte le conquiste in ambito politico,economico, sociale delle donne, ma anche le sofferenze, discriminazioni e violenze a cui sono state, e purtroppo sono ancora sottoposte le donne.
Ultimamente la giornata dell’8 Marzo ha acquisito un significato molto commerciale, in cui tutto gira intorno al regalare mimose, uscire a cena con le amiche e festeggiare.

Tutto questo consumismo ha fatto perdere di vista il vero significato di questa giornata: è una giornata che ci aiuta a ricordare tutti i diritti che hanno conquistato le donne nel tempo, ma che ora noi diamo un po’ troppo per scontato: il diritto di voto, uguaglianza sul lavoro, parità dei sessi…

Suffraggette

Da quando sono piccola ho sempre sentito raccontare che in questa giornata si ricorda la morte di più di un centinaio di donne, avvenuta in un incendio di una fabbrica di New York mentre protestavano per le precarie condizioni di lavoro.
In effetti l’incendio della fabbrica in cui perirono le operaie ci fu davvero, ma accadde il 12 marzo, e soprattutto molto tempo dopo che si celebrava già la Giornata della donna.

Fabbrica di New York

Questa giornata celebrativa nacque negli Stati uniti, come “Woman’s Day”, il 3 maggio 1908, quando a una delle conferenze del partito socialista di Chicago, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, che era una ferma sostenitrice dei diritti delle donne e per la loro “liberazione”
Durante il suo intervento Corinne Brown affrontò il discorso dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, che tra l’altro ricevevano un salario bassissimo e avevano un orario di lavoro quasi intollerabile.

Corinne Brown

Dopo quella conferenza, che però non ebbe un effetto immediato, il Partito socialista americano decise «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile».
La prima giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti.

La vera svolta della Giornata della donna si ebbe però nel 1910.

In un lungo sciopero di 20.000 operaie di New York durato tre mesi, dal novembre 1908 al febbraio 1909, fu considerato dal Partito socialista come una manifestazione che difendeva in pieno i diritti delle donne.
E proprio per questo motivo alla Conferenza internazionale delle donne socialiste, che nel 1910 si svolse a Copenaghen, si decise di istituire in tutto il mondo una giornata che fosse dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli Stati Uniti la Giornata della donna continuò a tenersi alla fine di febbraio, mentre in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Danimarca, la prima Giornata della donna fu tenuta il 19 marzo del 1911.

La celebrazione della Giornata della donna fu interrotta durante la Prima Guerra Mondiale, ma quando l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, le donne si unirono in una grande manifestazione nella capitale per rivendicare la fine della guerra, che non suscitò nessuna reazione da parte dei Cosacchi ed incoraggiò il popolo alle successive manifestazioni che portarono alla rivoluzione che provocò il crollo dello Zar.

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L’8 marzo 1917 quindi è rimasto come il giorno in cui, grazie alle donne russe, ebbe inizio la Rivoluzione Russa.

In Italia per la prima volta la Giornata della donna fu celebrata il 22 marzo 1922.

Quello che era nato come un giorno che serviva a celebrare i diritti delle donne, a innalzare il loro ruolo nella storia e nella politica dell’epoca, quello che era un giorno per celebrare il coraggio e la determinazione delle donne, è ora un giorno che è stato completamente stravolto.
In questa data oggi le donne escono si divertono, festeggiano l’essere donna,  senza chiedersi perché si celebrano le donne e cosa hanno fatto per meritarlo.

Fosse per le donne di oggi, probabilmente non esisterebbe nessun 8 marzo.

Parlo da donna, libera e orgogliosa di esserlo, orgogliosa soprattutto di quello che le mie predecessore hanno fatto per far si che io oggi possa vantare la mia libertà.

Per quanto mi riguarda è 8 marzo tutti i giorni, poiché tutti i giorni festeggio il mio essere donna e non ho bisogno di una data sul calendario che mi ricordi di farlo.

Donna Mimosa

Eli

Birthday Wishlist

Make a wish
28. Ventotto giorni al mio 23° compleanno.
Sin da piccola, i preparativi per il mio compleanno cominciavano all’incirca tre settimane prima. E non ho mai smesso. Mi è sempre piaciuto essere circondata dalle persone che amo, a ridere con loro, avere un giorno che fosse tutto mio. Essere al centro dell’attenzione (essere egoista ed egocentrica per un giorno!).
Qualche settimana prima arriva, perché arriva, quella fatidica domanda. Quella domanda alla quale non sai mai cosa rispondere. Che crea imbarazzo, ansia e angoscia:
che cosa vuoi per il tuo compleanno?
Ho sempre amato le sorprese, anche se ultimamente sono state un po’ pilotate. Ammetto che se posso indirizzarti verso qualcosa che desidero sono più contenta. Do una serie di possibilità tra cui scegliere, senza sapere, però, cosa effettivamente arriverà.
Così, quest’anno, per evitare crisi esistenziali, dubbi amletici, ho deciso di stilare una wishlist di ciò che mi piacerebbe.
Amici, parenti… siete sintonizzati?
Birthday wishlist
 Mi sono sempre piaciute le tazze enormi. Così come i bicchieri take away di Starbucks. Quando ho visto le prime tazze con il tappo in silicone dovevo averne una. Inoltre credo che Mr. Wonderful è un artista geniale.
Questa tazza è il connubio peretto ❤
I miei primi RayBan (Aviator) me li hanno regalati i miei genitori a 16 anni. Adesso, a distanza di sette anni sono ancora gli unici occhiali seri e solidi che ho mai posseduto, ma sono segnati dal tempo. Hanno fatto il loro dovere. Credo sia arrivato il momento di farsi da parte.
La pasticceria è la mia passione (credo che si sia capito) ma fino ad ora mi sono sempre “arrangiata” con delle semplici fruste elettriche. Non mi bastano più. Non sarò una pasticcera da MasterChef ma credo che questo possa essere un buon inizio (modestia a parte).
Ho visto per la prima volta questo libro su Instagram, ho letto qualche recensione e riassunto e ho capito che doveva essere mio. A tutti i costi. Sono le mie passioni che si fondono in un unico oggetto. Libri e cucina. Insieme.
Ho sempre usato le Stan Smith. Le ho sempre trovate super comode ma allo stesso tempo non passano mai di moda.
Inoltre non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di averle nella versione Fucsia, modello per bambini per un piedino da fata come il mio.
Scrivere sui biscotti. Regalare i suddetti biscotti. Esiste regalo più dolce?
Tante infornate di biscotti in arrivo!
Eli

Comfort Food || Cibo per l’anima

Comfort food

Credo che con le gambe sotto al tavolo e la pancia piena, la vita sia migliore!

Cos’è il comfort food? Non è solo una parola che sta prendendo molto piede in Italia ma è quel piatto pieno di nostalgia, quel piatto che ti riporta ai tuoi ricordi d’infanzia, che ti tira su di morale in una giornata grigia. Non sono necessariamente a base di cioccolata. Possono anche essere un panino con burro e marmellata o un buon ragù, cibi di cui ricordi ancora il profumo quando entravi a casa dopo un pomeriggio in giardino. Piatti poco elaborati ma strutturati a forza di affetto.

A Proust è bastato intingere un biscotto al burro nel tè per far tornare alla mente piacevoli ricordi d’infanzia. Quel dolcetto francese a forma di conchiglia, la madeleine, è forse il più noto esempio di comfort food della letteratura. Ognuno ha il suo piatto consolatorio di riferimento, anche se forse fino ad oggi non tutti conoscevano il nome con cui gli esperti definiscono questo particolare connubio tra cibo ed emozioni.

Per me è l’uovo sbattuto. Spesso il mio papà me lo preparava la domenica mattina, una colazione sostanziosa, un carico di energia per affrontare al meglio la giornata, che regolarmente passavo a giocare con i miei fratelli in giardino.

Uovo sbattuto

Oppure pane, burro e marmellata. Questa era la classica colazione in montagna: che fosse estate o inverno la mia mattinata cominciava sempre con una fetta di pane (sempre e solo le rosette fresche del fornaio), burro di malga e marmellata o di fragole o di albicocche.

Pane, burro e marmellata

Da qualche tempo a questa parte un’altro cibo che mi rende felice sono i pancakes accompagnati da crema mou. Non li ho scoperti da tantissimo, non sono legati alla mia infanzia, ma sicuramente alla mia adolescenza e ai miei deliri universitari. Li ho sempre visti nei telefilm americani e un giorno ho deciso anche di provarli:sono stati una rivelazione!

Pancakes

Un altra coccola irrinunciabile è il gelato. Non si può mai sapere quando si ha bisogno di coccole, così il pronto intervento è sempre disponibile in freezer. I gusti irrinunciabili per me sono nocciola, stracciatella e menta.

Gelato

Un’altro comfort food a cui non posso proprio rinunciare è il ragù. Ogni volta che mia mamma lo preparava si diffondeva per tutta la casa un profumo meraviglioso, che mi faceva venire l’acquolina in bocca; e spesso, oltre a metterlo sulla mia porzione di pappardelle (il ragù si mangia necessariamente e solamente con le pappardelle!!!!) ne prendevo un po’ sul piatto da gustare da solo!

Ragù

Questi sono i miei comfort food (ovviamente quasi tutti dolci 😉 )

E voi? Qual’è il cibo che vi fa stare bene? Quello che vi ricorda la vostra infanzia? Raccontate!!

Eli

Exams playlist

L’esame di maturità non si scorda mai.
Così come le successive sessioni d’esame all’università.
Sono un periodo che passi in apnea, sommerso dai libri, perso in un mare di appunti, cercando disperatamente un’ancora di salvezza e di tirare un respiro di sollievo.

A volte un paio di cuffie aiuta a superare questi scogli che sembrano insormontabili.
Secondo una statistica di Spotify, famoso servizio di musica in streaming, gli studenti rendono di più se ascoltano canzoni mentre studiano.

Musical Mind
Secondo lo studio della dottoressa E. Gray, la musica classica stabilizza il cuore.
Con 60-70 battiti al minuto, gli studenti che ascoltano questo genere possono arrivare a raggiungere in media un punteggio più alto del 12 per cento nelle prove di matematica. È circa un voto in più.
La musica pop, 50-80 battiti cardiaci al minuto, ha un effetto calmante sulla mente, permette buoni risultati in materie scientifiche, Lingue e Studi umanistici.
Il rock migliora invece l’apprendimento di Inglese, Teatro o Arte, perché l’eccitazione aumenta la creatività.

Working Hard

Per le mie sessioni d’esame, che sono state davvero tante e per ora (purtroppo) non sono ancora finite, ho creato una playlist ad hoc per darmi la carica e il coraggio di affrontare la mole di libri che mi aspettano sulla scrivania, ma che spesso accompagna anche le mie crisi isteriche e i miei pianti disperati.

La playlist parte da I’ve got the power degli Snap,
è una canzone perfetta per i primi 3/4 giorni di studio, quando ancora ti illudi di potercela fare,
quando pensi che riuscirai a studiare tutto in due settimane anziché in due mesi.

I've got the power

Dopo qualche giorno ti rendi conto che potresti non farcela, che hai bisogno di un tifo, di un po’ di carica,
ed è in questo momento che entra in gioco Eye of the tiger dei Survivor.

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Di tutt’altri toni, invece, è We are the champions dei Queen, per i momenti in cui ti senti irrealisticamente ottimista, in cui senti di essere invincibile e di potercela fare!

We are the champions

Al contrario, per quando ti senti scoraggiato, per quando hai il morale a terra e non vedi più la luce in fondo al tunnel e si è spento anche l’ultimo barlume di speranza, la canzone giusta è Uno su mille ce la fa di Gianni Morandi.

Uno su mille ce la fa

Tra i momenti di ottimismo irreale e quelli di scoraggiamento (molto più reali) se ne insinuano alcuni di vero e proprio panico, ed è per questo che nelle orecchie comincia a rimbombare
la voce di Luca Dirisio con la sua Calma e sangue freddo.

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Alla fine arriva finalmente la settimana prima del tanto agognato esame, settimana durante la quale concentri tutti i tuoi sforzi, in cui ti accorgi che quando ti illudevi di studiare in realtà non era cosi!
E’ la settimana in cui parte The final countdown degli Europe.

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Durante la settimana ti rendi conto di non avere quasi nessuna possibilità e cominci a sperare in una catastrofe che faccia saltare l’esame, un’ invasione di cavallette o un crollo dell’Università, un miracolo o un ‘inspiegabile magia dentro di te.
e’ cosi che cominci a spararti I’ve got the magic in me di B.o.b.

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Alla fine arriva LEI.
La più temuta e la più cantata, quella passata sui libri cercando di imparare tutto a memoria, quella con i libri sotto al cuscino sperando in un osmosi improvvisa, quella passata a provare qualsiasi intruglio e pozione per la memoria, quella che non si dimenticherà mai!
La Notte prima degli esami di Antonello Venditti

Notte prima degli esami

E dopo la fatidica notte arriva il fatidico giorno!
E’ il giorno dell’esame!
Quando ti svegli ti senti potente, senti che potresti spaccare il mondo, o meglio prendere 18  30 all’esame!
Ti vesti, fai colazione, esci di casa e senti che nell’aria risuona una canzone:
Momenti di gloria dei Vangelis.

30

Queste sono le mie canzoni da sessione d’esame e studio matto e disperatissimo!
E voi? Avete una playlist per qualche momento particolare?

I love music

Eli

2015

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Mancano ormai poche ore all’arrivo del nuovo anno ed io con un pizzico di nostalgia saluto questo 2014.

E’ stato un anno ricco di emozioni e di attimi che resteranno di certo impressi nel mio cuore ma purtroppo non sono mancati i momenti brutti quelli che ti segnano e ti rendono più forte di prima.

Ho voglia di vivere la vita con più leggerezza.

Camminare a piedi nudi in pigiama con in mano una tazza di tè alla mela.

Rimanere sul divano accoccolata davanti ad un bel film.

Mangiare carboidrati e cioccolato senza pensare all’ago della bilancia.

Voglio ogni giorno esprimere un desiderio e sperare che domani si avvererà.

Voglio più tempo da trascorrere con la mia amica mangiando cupcake accompagnate da fiumi di parole e risate.

Ridere sempre ogni giorno e voglio ricordarmi di farlo con il cuore.

Smettere di correre ma camminare piano e vivere delle piccole cose.

Cucinare giornate intere con pensieri leggeri e frivoli.

Abbracciare a lungo ma abbracci che durano un’eternità.

Ed infine SOGNARE…

A tutti voi che mi leggete e che avete un sogno che ancora non avete realizzato ma che volete con tutto il cuore posso dire continuate a sognare e credeteci fino in fondo.

Fatelo senza riserve, se volete piangere fatelo pure ma non smettete mai di sognare.

I sogni ci rendono vivi, ci rendono felici e ci danno una speranza di credere nel futuro.

Eli

New Year 2015 formed from sparking digits over black background

Merry Christmas

Christmas presents

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l’entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa la metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore…

Con questa semplice frase e questo brevissimo post voglio augurare a tutti voi un felice Natale da passare con le persone che amate, condividendo momenti felici e gioiosi!
Abbuffatevi e godetevi le gioie della cucina in questi giorni di festa!

coffee

Buon Natale a tutti!
Merry Christmas to all!
Joyeux Nöel a tous!
Feliz Navidad a todos!

Eli