Procrastinare

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Procrastinazione

Procrastinare è una trappola. Troverai sempre delle scuse per procrastinare. Ma la verità è che esistono soltanto 2 cose nella vita: le scuse ed i risultati, e con le scuse non si va da nessuna parte.”

Robert Anthony

Quanto spesso mi capita di rimandare i miei impegni! Lo studio, un progetto di lavoro, un buon proposito per l’anno nuovo? Sto procrastinando qualcosa di importante proprio in questo momento, mentre scrivo questo articolo.

La procrastinazione è un vero problema: ore o addirittura giorni interi sprecati a non concludere nulla, per non parlare della frustrazione e dello stress per le scadenze che si avvicinano inesorabili.

Nonostante tutto questo sembra quasi che io non riesca a farne a meno, so che devo fare delle cose ma riesco inesorabilmente a trovare dei motivi delle scuse per non farlo.

Ho provato in molti modi: dandomi delle scadenze fisse, cercando il supporto di qualcuno che mi spronasse a continuare, facendo ciò che più mi piace cercando di farlo volentieri… ma non serve a nulla. Lo faccio con tutto. L’ho fatto con il Blog (è da aprile che non pubblico niente O.o), avevo cominciato ad allenarmi facendo Workout a casa e ho smesso dopo una settimana, comincio a studiare e dopo 10 minuti mi stanco o mi distraggo o semplicemente smetto.

Che succede? Perché non riesco a concludere mai niente? Soffro di una strana malattia chiamata procrastinazione?

DEVO TROVARE UNA SOLUZIONE!

P.S. Mi dispiace riapparire sul blog con questo post così malinconico ma purtroppo oggi è una brutta giornata, mi sono svegliata in preda all’ansia credendo che fosse lunedì e che quindi fossi tremendamente in ritardo per il lavoro, quando in realtà avrei potuto dormire ancora. E poi diciamo che il cielo grigio fuori dalla mia finestra proprio non aiuta.
Devo avere davvero qualcosa che non va.

Eli

#IOLEGGOPERCHE’ – Giornata Mondiale del Libro

#ioleggoperchè

Oggi è la giornata mondiale del libro e del diritto dʼautore e ho voluto partecipare allʼiniziativa Io leggo perché.

Ognuno hai i suoi motivi, così come i non lettori hanno i loro per non leggere. Quali? Perché non hanno tempo, che sappiamo essere solo una scusa, perché preferiscono guastarsi il cervello coi videogiochi e lo smartphone, che sappiamo essere vero. O perché non ce lʼhanno nel sangue, nel DNA, non fa parte della loro cultura.

Io leggo perché…

… posso vivere più vite

Ogni volta che leggo un libro, io vivo la vita del protagonista. Non sono più me, ma sono un altro personaggio. Succede anche quando guardiamo un film: non vi capita di immedesimarvi nel protagonista che sta per essere fatto a pezzi da qualcuno? Non parteggiate per lʼeroe della storia, anche se ha appena commesso la rapina del secolo?

… voglio imparare di più

Un libro letto è un mucchio di informazioni in più che registriamo nella nostra memoria. Non ne restano tutte le parole, ma ne restano i concetti principali. Resta la storia, resta lʼinformazione, restano le nozioni. Leggendo, imparo sempre qualcosa.

… voglio conoscere altri mondi

Lʼebbrezza di iniziare un nuovo libro e una nuova storia: chi non lʼha mai provata? Solo le capre che non leggono. Per me leggere significa anche questo: poter entrare in altre e impensate realtà. E questo succede sempre, anche se non leggo un fantasy o un romanzo di fantascienza.

… leggere fa bene alla salute mentale e anche fisica

Quando leggo, sto bene. Sul serio. La lettura è per me rilassante, anche se leggo qualcosa di impegnato e impegnativo. Leggere mi stacca dalla mia realtà, mi introduce in un universo parallelo abitato da altre vite.

Se la mente sta bene, allora sta bene anche il corpo. Il piacere mentale porta anche al piacere fisico. E viceversa.

…per scatenare la mia fantasia, per imparare, e per conoscere il pensiero altrui.

…non riesco nemmeno a a immaginare come sarebbe la vita senza leggere.

…in un libro c’e’ tutto. La passione l’avventura la felicita’ e la tristezza… La vita

leggereE voi perchè leggete?

Raccontatemelo!

Eli

Cenerentola | Un film da favola

Esistono alcuni film che aspetti per mesi: vedi il trailer, leggi le prime informazioni e recensioni (nel caso di film americani) e già non vedi l’ora di essere seduta nelle poltroncine del cinema con un sacchetto di popcorn a goderti lo spettacolo. A questo si aggiunge anche un po’ di paura: e se poi delude le mie aspettative? Se hanno stravolto la storia originale?

Per me l’attesa di Cenerentola è stata così: un misto di attesa e paura, e la gioia di trovarmi finalmente seduta davanti allo schermo. Appena ho visto il classico castello della sigla Disney che annunciava l’inizio del film il mio viso si è trasformato in un unico grande sorriso e ho cominciato a gongolare come una bambina per tutta la durata del film.

 

cinderella

La cosa che più ho apprezzato è stato il continuo affiancarsi e distaccarsi al cartone animato: in un momento troviamo pezzi che potrebbero passare per veri e propri camei, piuttosto che per scene del film, mentre altri momenti che si rivelano essere veri e propri approfondimenti; la figura della madre, la storia più profonda con il principe (un meraviglioso Richard Madden), il rapporto con il padre, la figura di Lady Tremaine (una straordinaria Cate Blanchett). Sono tutti piccoli o grandi particolari che ti fanno apprezzare ancora di più la storia, che nonostante qualche piccola aggiunta rimane sempre fedele alla trama originale, approfondendo inoltre il carattere di Cenerentola (la bellissima Lily James), facendo amare ancora di più la bionda principessa.

Cenerentola

La storia non è solo quella di una ragazza che ha perso la sua famiglia e si trova a fare da cameriera a quella acquisita, ma soprattutto quella di una ragazza dai tanti sogni, dalle mille speranze, che vede sgretolarsi ogni giorno di più. Ma chi l’avrebbe detto che “grazie” alla cattiveria e agli atteggiamenti brutali della matrigna e le sorellastre avrebbe avuto l’occasione di incontrare il suo destino proprio durante un tentativo di fuga?

Kenneth Branagh è riuscito perfettamente a dirigere dei personaggi tanto diversi, forse anche grazie alle fantastiche interpretazioni degli attori, che si sono dimostrati più che degni dei loro ruoli.
Cate Blanchett è riuscita ad unire quel po’ di cattiveria all’umanità di una donna ferita, facendoti riflettere sulle motivazioni dei suoi comportamenti nei confronti delle figlie e di Cenerentola, che probabilmente vede più come una rivale per se che per le sue figlie.

Lily James e Richard Madden hanno una chimica incredibile che li unisce: ogni singola scena tra i due è come se fosse cosparsa di magia, e non solo quella donata dalla Fata Madrina (Helena Bonham Carter).

Cenerentola e il principe

Non è solo la storia d’amore a rendere speciale questo film, ma anche gli approfondimenti che hanno ricevuto i vari personaggi: questi particolari fanno capire che si tratta di una storia che può essere apprezzata sia con gli occhi di un bambino, che con la mente di un adulto assaporando la storia e le emozioni a 360°.

A tutti gli amanti delle favole, agli animi romantici, agli amanti delle storie d’amore, delle emozioni più forti e dei film commoventi, consiglio vivamente di andare a rivivere una delle storie Disney più belle, preparandosi ad un susseguirsi di scene ricche di sentimenti e scenografie spettacolari, pensate fino all’ultimo dettaglio.

Scarpetta di Cenerentola

Eli

Giornata della Donna

8 Marzo. La Festa della Donna.

In realtà non è corretto definirla festa, è più una giornata, una Giornata condivisa internazionalmente da dedicare alla memoria di tutte le conquiste in ambito politico,economico, sociale delle donne, ma anche le sofferenze, discriminazioni e violenze a cui sono state, e purtroppo sono ancora sottoposte le donne.
Ultimamente la giornata dell’8 Marzo ha acquisito un significato molto commerciale, in cui tutto gira intorno al regalare mimose, uscire a cena con le amiche e festeggiare.

Tutto questo consumismo ha fatto perdere di vista il vero significato di questa giornata: è una giornata che ci aiuta a ricordare tutti i diritti che hanno conquistato le donne nel tempo, ma che ora noi diamo un po’ troppo per scontato: il diritto di voto, uguaglianza sul lavoro, parità dei sessi…

Suffraggette

Da quando sono piccola ho sempre sentito raccontare che in questa giornata si ricorda la morte di più di un centinaio di donne, avvenuta in un incendio di una fabbrica di New York mentre protestavano per le precarie condizioni di lavoro.
In effetti l’incendio della fabbrica in cui perirono le operaie ci fu davvero, ma accadde il 12 marzo, e soprattutto molto tempo dopo che si celebrava già la Giornata della donna.

Fabbrica di New York

Questa giornata celebrativa nacque negli Stati uniti, come “Woman’s Day”, il 3 maggio 1908, quando a una delle conferenze del partito socialista di Chicago, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, che era una ferma sostenitrice dei diritti delle donne e per la loro “liberazione”
Durante il suo intervento Corinne Brown affrontò il discorso dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, che tra l’altro ricevevano un salario bassissimo e avevano un orario di lavoro quasi intollerabile.

Corinne Brown

Dopo quella conferenza, che però non ebbe un effetto immediato, il Partito socialista americano decise «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile».
La prima giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti.

La vera svolta della Giornata della donna si ebbe però nel 1910.

In un lungo sciopero di 20.000 operaie di New York durato tre mesi, dal novembre 1908 al febbraio 1909, fu considerato dal Partito socialista come una manifestazione che difendeva in pieno i diritti delle donne.
E proprio per questo motivo alla Conferenza internazionale delle donne socialiste, che nel 1910 si svolse a Copenaghen, si decise di istituire in tutto il mondo una giornata che fosse dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli Stati Uniti la Giornata della donna continuò a tenersi alla fine di febbraio, mentre in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Danimarca, la prima Giornata della donna fu tenuta il 19 marzo del 1911.

La celebrazione della Giornata della donna fu interrotta durante la Prima Guerra Mondiale, ma quando l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, le donne si unirono in una grande manifestazione nella capitale per rivendicare la fine della guerra, che non suscitò nessuna reazione da parte dei Cosacchi ed incoraggiò il popolo alle successive manifestazioni che portarono alla rivoluzione che provocò il crollo dello Zar.

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L’8 marzo 1917 quindi è rimasto come il giorno in cui, grazie alle donne russe, ebbe inizio la Rivoluzione Russa.

In Italia per la prima volta la Giornata della donna fu celebrata il 22 marzo 1922.

Quello che era nato come un giorno che serviva a celebrare i diritti delle donne, a innalzare il loro ruolo nella storia e nella politica dell’epoca, quello che era un giorno per celebrare il coraggio e la determinazione delle donne, è ora un giorno che è stato completamente stravolto.
In questa data oggi le donne escono si divertono, festeggiano l’essere donna,  senza chiedersi perché si celebrano le donne e cosa hanno fatto per meritarlo.

Fosse per le donne di oggi, probabilmente non esisterebbe nessun 8 marzo.

Parlo da donna, libera e orgogliosa di esserlo, orgogliosa soprattutto di quello che le mie predecessore hanno fatto per far si che io oggi possa vantare la mia libertà.

Per quanto mi riguarda è 8 marzo tutti i giorni, poiché tutti i giorni festeggio il mio essere donna e non ho bisogno di una data sul calendario che mi ricordi di farlo.

Donna Mimosa

Eli

Won’t back down – Una scuola per Malia

Won_t_Back_Down_posterDurante le lezioni all’Università capita spesso che ci mostrino spezzoni di film per aiutarci a riflettere, a vedere diverse realtà e prendere spunti: tra questi quello che mi ha colpito di più è stato Won’t back down – Una scuola per Malia.

La pellicola è tratta da una storia vera, accaduta nel 2010 a Los Angeles, dove un gruppo di genitori denunciò e lottò contro la corruzione della scuola pubblica. Deciso di fare una petizione e riuscirono così, ad ottenere il controllo sulle decisioni interne all’ambito scolastico. La drammatica storia di due madri, due donne rappresentanti due contesti sociali ben distinti, ma che decidono comunque di allearsi per un fine comune: il bene e la salvaguardia dei bambini.

Jamie (Maggie Gyllenhaal) vive un’esistenza frettolosa, cerca di dare l’istruzione migliore alla figlia Malia che soffre di dislessia, ma ogni scuola o è troppo costosa o rimangono in lista d’attesa, malia quindi si ritrova in una scuola in cui gli insegnanti non si interessano minimamente ai bambini, come loro stessi ammettono “sono li solo per i soldi”.
Nona (Viola Davis), invece, è un’insegnante della stessa scuola ma che, al contrario del resto del corpo docenti, non si da per vinta e vorrebbe cambiare le cose, anche se non ne ha il coraggio.
Le due donne, madri, decidono di unire le loro forze per poter cambiare le cose, per poter creare una scuola adatta a tutti, in cui gli insegnanti siano li per insegnare e per i bambini.

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Consiglio questo film a tutti quanti: genitori, insegnanti ma anche alunni e studenti!
Chiunque dovrebbe vedere questo film e rendersi conto che la scuola e l’istruzione ci accomuna tutti,
sta alla base di ogni nostra esperienza e conoscenza!
E quindi nessuno ne deve essere privato o la deve odiare!

Buona visione!

Eli

Birthday Wishlist

Make a wish
28. Ventotto giorni al mio 23° compleanno.
Sin da piccola, i preparativi per il mio compleanno cominciavano all’incirca tre settimane prima. E non ho mai smesso. Mi è sempre piaciuto essere circondata dalle persone che amo, a ridere con loro, avere un giorno che fosse tutto mio. Essere al centro dell’attenzione (essere egoista ed egocentrica per un giorno!).
Qualche settimana prima arriva, perché arriva, quella fatidica domanda. Quella domanda alla quale non sai mai cosa rispondere. Che crea imbarazzo, ansia e angoscia:
che cosa vuoi per il tuo compleanno?
Ho sempre amato le sorprese, anche se ultimamente sono state un po’ pilotate. Ammetto che se posso indirizzarti verso qualcosa che desidero sono più contenta. Do una serie di possibilità tra cui scegliere, senza sapere, però, cosa effettivamente arriverà.
Così, quest’anno, per evitare crisi esistenziali, dubbi amletici, ho deciso di stilare una wishlist di ciò che mi piacerebbe.
Amici, parenti… siete sintonizzati?
Birthday wishlist
 Mi sono sempre piaciute le tazze enormi. Così come i bicchieri take away di Starbucks. Quando ho visto le prime tazze con il tappo in silicone dovevo averne una. Inoltre credo che Mr. Wonderful è un artista geniale.
Questa tazza è il connubio peretto ❤
I miei primi RayBan (Aviator) me li hanno regalati i miei genitori a 16 anni. Adesso, a distanza di sette anni sono ancora gli unici occhiali seri e solidi che ho mai posseduto, ma sono segnati dal tempo. Hanno fatto il loro dovere. Credo sia arrivato il momento di farsi da parte.
La pasticceria è la mia passione (credo che si sia capito) ma fino ad ora mi sono sempre “arrangiata” con delle semplici fruste elettriche. Non mi bastano più. Non sarò una pasticcera da MasterChef ma credo che questo possa essere un buon inizio (modestia a parte).
Ho visto per la prima volta questo libro su Instagram, ho letto qualche recensione e riassunto e ho capito che doveva essere mio. A tutti i costi. Sono le mie passioni che si fondono in un unico oggetto. Libri e cucina. Insieme.
Ho sempre usato le Stan Smith. Le ho sempre trovate super comode ma allo stesso tempo non passano mai di moda.
Inoltre non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di averle nella versione Fucsia, modello per bambini per un piedino da fata come il mio.
Scrivere sui biscotti. Regalare i suddetti biscotti. Esiste regalo più dolce?
Tante infornate di biscotti in arrivo!
Eli

Frittelle di Carnevale

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Domani è Giovedì Grasso e come non pensare a qualche bel dolce?

Carnevale è il tempo dei dolci fritti: castagnole, tortelli, galani, chiacchere e le immancabili (almeno per me) FRITTELLE!

Sono un dolce tipicamente veneto e famose fin dal tempo di Marco Polo. La loro composizione può essere svariarissima: con mele, semolino, polenta, riso, zucca e creme.
Una volta erano impastate con acqua al posto del latte e, o della grappa, o dell’anice. Inoltre si univano pinoli, del cedro candito tritato e della cannella.

La ricetta che vi propongo è tramandata nella mia famiglia da molti anni
e ora sono contenta di condividerla con voi!

INGREDIENTI:

– 250 g di Farina 00
– 250 ml di latte bollente
– 100 gr di zucchero semolato
– 2 uova intere
– succo e buccia grattugiata di un limone
– q.b. di uvetta
– un pizzico di sale
– 3/4 di una bustina di lievito

– Olio di semi per friggere

PROCEDIMENTO:

Amalgamare la farina con il latte caldo, avendo cura di non creare grumi.
Mescolare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Aggiungere successivamente il lievito, il succo e la buccia di limone e il sale, fino ad ottenere una pastella omgenea a cui aggiungerete successivamente l’uvetta.

Scaldare l’olio in una padella con i bordi alti.
Prendere con un cucchiaino una parte dell’impasto e lasciarlo cadere delicatamente nell’olio e far dorare la pallina.
Lasciarle sul fuoco medio per circa 2 minuti fino a che saranno dorate.
Asciugarle sulla carta assorbente e spolverarle con zucchero semolato.

e…. Buon Appetito!!

Fritule

Comfort Food || Cibo per l’anima

Comfort food

Credo che con le gambe sotto al tavolo e la pancia piena, la vita sia migliore!

Cos’è il comfort food? Non è solo una parola che sta prendendo molto piede in Italia ma è quel piatto pieno di nostalgia, quel piatto che ti riporta ai tuoi ricordi d’infanzia, che ti tira su di morale in una giornata grigia. Non sono necessariamente a base di cioccolata. Possono anche essere un panino con burro e marmellata o un buon ragù, cibi di cui ricordi ancora il profumo quando entravi a casa dopo un pomeriggio in giardino. Piatti poco elaborati ma strutturati a forza di affetto.

A Proust è bastato intingere un biscotto al burro nel tè per far tornare alla mente piacevoli ricordi d’infanzia. Quel dolcetto francese a forma di conchiglia, la madeleine, è forse il più noto esempio di comfort food della letteratura. Ognuno ha il suo piatto consolatorio di riferimento, anche se forse fino ad oggi non tutti conoscevano il nome con cui gli esperti definiscono questo particolare connubio tra cibo ed emozioni.

Per me è l’uovo sbattuto. Spesso il mio papà me lo preparava la domenica mattina, una colazione sostanziosa, un carico di energia per affrontare al meglio la giornata, che regolarmente passavo a giocare con i miei fratelli in giardino.

Uovo sbattuto

Oppure pane, burro e marmellata. Questa era la classica colazione in montagna: che fosse estate o inverno la mia mattinata cominciava sempre con una fetta di pane (sempre e solo le rosette fresche del fornaio), burro di malga e marmellata o di fragole o di albicocche.

Pane, burro e marmellata

Da qualche tempo a questa parte un’altro cibo che mi rende felice sono i pancakes accompagnati da crema mou. Non li ho scoperti da tantissimo, non sono legati alla mia infanzia, ma sicuramente alla mia adolescenza e ai miei deliri universitari. Li ho sempre visti nei telefilm americani e un giorno ho deciso anche di provarli:sono stati una rivelazione!

Pancakes

Un altra coccola irrinunciabile è il gelato. Non si può mai sapere quando si ha bisogno di coccole, così il pronto intervento è sempre disponibile in freezer. I gusti irrinunciabili per me sono nocciola, stracciatella e menta.

Gelato

Un’altro comfort food a cui non posso proprio rinunciare è il ragù. Ogni volta che mia mamma lo preparava si diffondeva per tutta la casa un profumo meraviglioso, che mi faceva venire l’acquolina in bocca; e spesso, oltre a metterlo sulla mia porzione di pappardelle (il ragù si mangia necessariamente e solamente con le pappardelle!!!!) ne prendevo un po’ sul piatto da gustare da solo!

Ragù

Questi sono i miei comfort food (ovviamente quasi tutti dolci 😉 )

E voi? Qual’è il cibo che vi fa stare bene? Quello che vi ricorda la vostra infanzia? Raccontate!!

Eli

Reading Challenge 2015

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Spulciando qualche blog qui e li ho trovato spesso autori che invitano a partecipare alla Reading challenge 2015.
Consiste in una sfida contro sé stessi: la lista è composta da ben 50 obiettivi, (e 50 libri da leggere in un anno sono veramente tanti). Una bella sfida, non c’è che dire. Per me, purtroppo, a causa di impegni, lavoro, studio… il tempo da dedicare alla lettura è veramente poco, ma voglio cogliere questa iniziativa come un incentivo a coltivare questa passione. Porsi degli obiettivi è un buon modo per mantenersi in allenamento, ci saranno sicuramente periodi di lettura più rapidi e periodi in cui si è no riuscirò a leggere 10 pagine al giorno (se è tanto).

Personalmente ho deciso di seguire questa iniziativa perché, oltre ad essere interessante e divertente, trovo che sia un ottimo modo per scoprire libri nuovi, nuovi mondi, nuove sensazioni.. e un lettore di queste cose ha sempre bisogno.

Vi riporto qui sotto gli obiettivi della lista:

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Un libro con più di 500 pagine
– Un romanzo classico
– Un libro che è diventato film
– Un libro pubblicato in questo anno
– Un libro contenente un numero nel titolo
– Un libro scritto da qualcuno con meno di 30 anni
– Un libro con personaggi non umani
– Un libro divertente
– Un libro scritto da una donna
– Un libro del mistero o un thriller
– Un libro che abbia per titolo una sola parola
– Un libro di storie brevi
– Un libro ambientato in un altro paese
– Un libro di saggistica

Il primo libro di un autore popolare
– Un
libro scritto da un autore che ami ma che non hai mai letto
– Un libro che ti ha raccomandato un amico
– Un libro vincitore del premio Pulitzer
– Un libro basato su una storia vera
– Un libro che si trova in fondo alla tua lista desideri
– Un libro che tua madre ama
– Un libro che ti spaventa
– Un libro scritto da più di 100 anni
– Un libro basato interamente sulla sua copertina
– Un libro che avresti dovuto leggere durante la scuola, ma che non hai mai letto
– Un memorial
– Un libro che puoi finire in un giorno
– Un libro che presenta dei contrari nel titolo
– Un libro ambientato in un luogo che hai sempre voluto visitare
– Un libro pubblicato nel tuo anno di nascita
– Un libro con cattive recensioni
– Una trilogia
– Un libro dalla tua infanzia
– Un libro che tratta di un triangolo amoroso
– Un libro ambientato nel futuro
– Un libro ambientato alle scuole superiori
– Un libro che contenga un colore nel titolo
– Un libro che ti ha fatto piangere
– Un libro che parla di magia
– Una graphic novel
– Un libro di un autore che non hai mai letto prima
– Un libro che possiedi, ma che non hai ancora letto
– Un libro ambientato nella tua città natale
– Un libro che in origine era scritto in un’altra lingua
– Un libro ambientato durante il natale
– Un libro scritto da un autore che abbia le tue stesse iniziali
– Un libro di genere teatrale
Un libro censurato
– Un libro basato/trasformato in una serie tv
– Un libro che non hai mai finito di leggere

Questa, cari lettori, è la lista del reading challenge 2015.

Che dite, vi ho incuriositi almeno un po’??
Io, con quasi un mesetto di ritardo, ci provo!

Eli

Blueberry Muffin

Muffin ai mirtilii

I Muffin sono i classici dolcetti americani soffici e gustosi, preparati con un impasto molto semplice di farina, latte, uova, zucchero e lievito in polvere.
Ne esistono moltissime versioni diverse, sia dolci che salati, e quelli che vi propongo oggi sono arricchiti da golosi e profumati mirtilli.

INGREDIENTI:

200 gr di zucchero
2 uova
100 gr di burro sciolto
250 gr di farina
1/2 bustina di lievito
10 cucchiai di latte
1 bustine di vanillina
Mirtilli (freschi o surgelati)

PROCEDIMENTO:

Unire in una ciotola lo zucchero e le due uova e mescolare con le fruste.
Quando avrete ottenuto un composto chiaro ed omogeneo aggiungere anche il burro fuso e continuare a mescolare.

Preparazione
Dopo di che setacciare la farina dentro la ciotola insieme al lievito e alla vanillina.
Infine versare il latte e continuare a mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Preparazione
Quindi aggiungere anche i mirtilli ed inglobarli nel composto.

Accendere il forno statico a 180°.
Versare il composto nei pirottini preventivamente inseriti nella teglia da muffin.

Infornare per circa 20 minuti

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eeeee…..Buon Appetito!!

Muffin ai mirtilli

Fatemi sapere se provate la mia ricetta!

Eli